Contratto di espansione
Che cos’è il Contratto di espansione
Il contratto di espansione è uno strumento di natura gestionale introdotto nel sistema giuridico italiano per agevolare la transizione industriale e tecnologica delle imprese, favorendo al contempo il ricambio generazionale e la tutela occupazionale. Disciplinato dall’articolo 41 del decreto legislativo n. 148/2015, questo istituto permette alle aziende che si trovano in processi di reindustrializzazione o riorganizzazione di rimodulare l’organico attraverso percorsi di riduzione dell’orario di lavoro, nuove assunzioni e lo scivolo pensionistico per i lavoratori più anziani.
Finalità e obiettivi dello strumento
La sottoscrizione di un contratto di espansione risponde a specifiche esigenze aziendali ed è volto a raggiungere diversi obiettivi strategici:
- Modificare in modo strutturale i processi aziendali per favorire lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione.
- Procedere a una profonda riqualificazione delle competenze professionali del personale già in organico.
- Inserire nuove figure professionali con contratti a tempo indeterminato, anche nell’ottica di un ringiovanimento generazionale.
- Accompagnare verso la pensione in modo anticipato i dipendenti più vicini al raggiungimento dei requisiti minimi.
Lo scivolo pensionistico e l’indennità mensile
Una delle misure più rilevanti del contratto di espansione è la possibilità di concordare la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per i dipendenti che si trovano a non più di 60 mesi (5 anni) dalla prima decorrenza utile per la pensione di vecchiaia o anticipata. A fronte di questa cessazione, il lavoratore ha diritto a un’indennità mensile di accompagnamento alla pensione, erogata dall’INPS ma interamente finanziata dal datore di lavoro. Tale prestazione:
- È commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal dipendente al momento della cessazione.
- Viene corrisposta per 13 mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo alla risoluzione del rapporto.
- Non è reversibile ai superstiti ed è cumulabile con eventuali redditi da lavoro dipendente o autonomo.
- Viene ridotta di un importo equivalente alla prestazione NASpI teoricamente spettante, che lo Stato riconosce come “sconto” all’azienda esodante.
Qualora lo scivolo sia finalizzato alla pensione anticipata, il datore di lavoro è tenuto a versare anche la contribuzione correlata utile al conseguimento del diritto.
Requisiti aziendali e modalità di richiesta
Per poter accedere al contratto di espansione, le aziende devono rientrare nel campo di applicazione delle integrazioni salariali straordinarie (CIGS). Lo strumento ha visto una progressiva riduzione della soglia dimensionale minima, arrivando a includere le imprese con almeno 50 dipendenti. Restano invece esclusi i settori dell’agricoltura, le imprese finanziarie, il lavoro domestico e la Pubblica Amministrazione. Al fine di dare attuazione al piano, il datore di lavoro deve stipulare un accordo in sede governativa con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e con le associazioni sindacali, presentando inoltre una fideiussione bancaria a garanzia della propria solvibilità per gli oneri previsti.
Potrebbe interessarti
Salvala, condividila o contattaci per approfondire!

