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Attività usurante

Che cos’è l’attività usurante

L’attività usurante fa riferimento a quelle particolari mansioni lavorative che, per la loro intrinseca natura, per le specifiche condizioni ambientali in cui vengono svolte o per le modalità di organizzazione temporale, comportano un logorio psicofisico e biologico di elevata intensità. L’ordinamento previdenziale italiano riconosce la necessità di tutelare la salute e l’integrità dei lavoratori impiegati in tali ambiti, offrendo loro la possibilità di accedere al trattamento pensionistico con requisiti anagrafici e contributivi più favorevoli rispetto a quelli ordinari previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

La normativa di riferimento e le categorie protette

Il quadro normativo principale è delineato dal decreto legislativo n.67 del 2011, il quale individua con precisione i lavoratori addetti a mansioni particolarmente faticose e pesanti. Le tutele previdenziali si applicano principalmente a quattro macro-categorie ben definite:

  • Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti: questa categoria include le attività svolte in gallerie, cave o miniere con mansioni in sotterraneo, i lavori eseguiti dai palombari, le attività in cassoni ad aria compressa, i lavori ad alte temperature che espongono a calore estremo, la lavorazione manuale del vetro cavo, le attività svolte in spazi ristretti come i doppi fondi navali e i lavori di asportazione dell’amianto.
  • Lavoratori notturni: soggetti che svolgono turni notturni per un numero minimo di giornate lavorative all’anno o che operano per l’intero anno lavorativo nel periodo notturno.
  • Addetti alla linea catena: lavoratori del settore industriale vincolati a ritmi produttivi sequenziali e ripetitivi.
  • Conducenti di veicoli di servizio pubblico: autisti di mezzi adibiti al trasporto collettivo di passeggeri con capienza non inferiore a nove posti complessivi.

I requisiti per l’accesso al pensionamento anticipato

L’agevolazione principale consiste nel poter accedere alla pensione anticipata attraverso il sistema delle quote, calcolato come somma tra l’età anagrafica e l’anzianità contributiva. Per i lavoratori dipendenti, il diritto si perfeziona al raggiungimento della quota 97,6, con un’età minima di 61 anni e 7 mesi e un’anzianità contributiva minima di 35 anni. Per i lavoratori autonomi, i requisiti prevedono la quota 98,6 con un’età minima di 62 anni e 7 mesi.

Affinché il beneficio sia convalidato dall’INPS, il richiedente deve dimostrare di aver svolto l’attività usurante per un periodo di tempo minimo stabilito dalla legge:l’attività deve essere stata praticata per almeno sette anni negli ultimi dieci anni di lavoro, oppure per un periodo pari ad almeno la metà dell’intera vita lavorativa complessiva del soggetto interessato.

La procedura di domanda e le tempistiche

Il riconoscimento dello status di lavoratore addetto ad attività usuranti richiede una specifica procedura amministrativa da svolgersi in modalità telematica presso le sedi INPS competenti. La domanda per l’accertamento del diritto al beneficio deve essere presentata tassativamente entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello in cui il lavoratore matura i requisiti agevolati. In caso di esito positivo e di verifica delle coperture finanziarie, l’istituto previdenziale comunica all’interessato la prima decorrenza utile per l’effettivo pensionamento.

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