Assegno sociale
Che cos’è l’Assegno sociale
L’assegno sociale rappresenta una fondamentale prestazione di natura assistenziale erogata dall’INPS. Istituito a partire dal primo gennaio 1996 in sostituzione della precedente pensione sociale, questo strumento si rivolge ai cittadini che si trovano in particolari condizioni di disagio economico e che hanno raggiunto l’età anagrafica prevista dalla legge. A differenza delle prestazioni previdenziali tradizionali, l’assegno sociale prescinde interamente dalla storia contributiva del richiedente: non è quindi necessario aver versato contributi lavorativi per poterne beneficiare, poiché il suo finanziamento è a totale carico della fiscalità generale dello Stato.
I requisiti anagrafici e di cittadinanza
Per poter accedere a questa misura di sostegno, il legislatore ha previsto una serie di stringenti requisiti che devono coesistere al momento della presentazione della domanda:
- Età anagrafica: il diritto al sussidio si perfeziona al compimento dei 67 anni di età, una soglia che viene periodicamente adeguata alla speranza di vita.
- Cittadinanza: la prestazione spetta ai cittadini italiani, ai cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza, nonché ai cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Sono equiparati i cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.
- Residena effettiva: un elemento cardine è la residenza effettiva, stabile e continuativa sul territorio nazionale. La legge stabilisce che il richiedente debba aver soggiornato in Italia in via continuativa per almeno 10 anni.
L’assegno sociale è strettamente legato alla permanenza in Italia: in caso di trasferimento all’estero per un periodo superiore a 30 giorni, l’erogazione viene sospesa e, decorso un anno dalla sospensione, la prestazione viene definitivamente revocata.
Limiti di reddito e importo per il 2026
La concessione del sussidio e la determinazione del suo importo dipendono strettamente dal reddito personale del richiedente e, qualora il soggetto sia coniugato, dal reddito cumulato con quello del coniuge. Per l’anno 2026, i limiti massimi stabiliti dalla legge sono differenziati in base allo stato civile:
- Soggetto non coniugato: il limite di reddito annuo personale è fissato a 7.101,12 euro.
- Soggetto coniugato: il limite di reddito annuo coniugale complessivo è pari a 14.202,24 euro.
L’importo base della prestazione viene erogato in misura piena esclusivamente ai soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito proprio, oppure ai soggetti coniugati il cui reddito familiare sia pari a zero. Qualora i redditi siano inferiori ai tetti massimi ma superiori a zero, l’INPS applica un meccanismo di calcolo pro-rata: l’assegno viene erogato in misura ridotta, corrispondente alla differenza tra il limite di legge e il reddito percepito, suddiviso per le 13 mensilità annuali previste.
Come presentare la domanda
L’assegno sociale non viene attribuito automaticamente ma è una prestazione a domanda. L’interessato deve inoltrare la richiesta esclusivamente in via telematica attraverso i canali messi a disposizione dall’INPS: è possibile procedere autonomamente tramite il portale web dell’istituto, accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), oppure richiedendo l’assistenza gratuita di un ente di patronato, il quale guiderà il cittadino nella corretta compilazione e trasmissione della pratica.
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