Requisiti pensione 2027 e 2028: guida completa alla Circolare INPS n. 28/2026

Il sistema previdenziale italiano affronta una nuova ed ennesima svolta normativa destinata ad incidere direttamente sui progetti di vita e di carriera di milioni di lavoratori. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, attraverso la formalizzazione della Circolare INPS 16 marzo 2026, n. 28, ha recepito integralmente le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2026 e nel Decreto Direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Tale impianto normativo stabilisce i nuovi requisiti pensione 2027, aggiornati e ridefiniti per l’intero biennio 2027-2028, sulla base degli ultimi rilevamenti ISTAT relativi agli incrementi della speranza di vita della popolazione residente.
In questo approfondimento dettagliato curato dal team di Mia Pensione, analizzeremo punto per punto le modifiche all’età anagrafica e all’anzianità contributiva, le esenzioni previste per i lavori gravosi e usuranti, le specificità del comparto difesa e sicurezza e le migliori strategie per pianificare per tempo l’uscita dal mondo del lavoro.
Il nuovo quadro normativo: perché e come cambiano i requisiti pensione 2027
Il meccanismo di adeguamento automatico dei requisiti di pensionamento alla speranza di vita rappresenta uno dei pilastri fondamentali della riforma previdenziale introdotta dal 2011 e dalle successive integrazioni legislative.
L’obiettivo primario del legislatore è garantire la sostenibilità finanziaria a lungo termine del sistema pensionistico pubblico italiano di fronte al progressivo invecchiamento demografico e all’aumento del rapporto tra pensionati e contribuenti attivi.
A differenza dei precedenti bienni in cui blocchi normativi o stasi demografiche avevano congelato l’avanzamento dell’età pensionabile, il biennio 2027-2028 registra una ripresa del trend incrementale.
Tuttavia, per evitare scatti repentini e penalizzanti per chi si trova a ridosso dell’uscita dal mondo del lavoro, le istituzioni hanno concordato una gradualità nell’applicazione dei nuovi parametri. Nello specifico, l’aumento complessivo stimato per il biennio viene scaglionato in due step temporalmente ben definiti:
- Anno 2027: incremento dei requisiti anagrafici e contributivi pari a 1 mese;
- Anno 2028: incremento ulteriore pari a 3 mesi complessivi rispetto al parametro base.
Pensione di vecchiaia e pensione anticipata: la mappa del biennio 2027-2028
L’impatto di questa stretta graduale si riflette chiaramente sulle due principali vie d’uscita ordinarie previste dall’ordinamento previdenziale: la pensione di vecchiaia ordinaria e la pensione anticipata.
Comprendere esattamente quali saranno i requisiti per pensione nel corso dei prossimi mesi è essenziale per pianificare per tempo la propria carriera professionale e le scelte di finanza personale.
Pensione di vecchiaia ordinaria
Attualmente fissata a 67 anni compiuti (unitamente al possesso di almeno 20 anni di contribuzione effettiva), l’età minima per l’accesso al trattamento di vecchiaia subirà il seguente slittamento:
- Nel 2027: la pensione di vecchiaia si conseguirà al raggiungimento di 67 anni e 1 mese di età anagrafica (fermo restando il requisito minimo di 20 anni di contributi).
- Nel 2028: l’asticella anagrafica salirà ulteriormente a 67 anni e 3 mesi.

Pensione anticipata ordinaria
Per la pensione anticipata, svincolata dal fattore anagrafico ma rigorosamente legata alla quantità di contributi versati nel corso dell’intera vita lavorativa, i requisiti per il pensionamento aumentano proporzionalmente per uomini e donne:
- Nel 2027:
- Uomini: occorreranno 42 anni e 11 mesi di contribuzione (rispetto ai precedenti 42 anni e 10 mesi).
- Donne: saranno necessari 41 anni e 11 mesi di contribuzione (rispetto ai precedenti 41 anni e 10 mesi).
- Nel 2028:
- Uomini: il requisito contributivo salirà a 43 anni e 1 mese di contribuzione.
- Donne: il requisito contributivo raggiungerà 42 anni e 1 mese di contribuzione.
Le regole di esenzione: chi salva la data di pensionamento
La normativa contenuta nella Circolare INPS n. 28/2026 stabilisce un principio fondamentale di tutela per coloro che svolgono mansioni gravose, usurate o particolarmente faticose. Riconoscendo l’impatto fisico e psicologico di determinati contesti lavorativi sulla speranza di vita reale dei lavoratori, il legislatore ha previsto clausole di salvaguardia ed esenzioni specifiche dai nuovi aumenti.
Lavoratori Gravosi e Categorie Usuranti (D.Lgs. 67/2011)
I lavoratori appartenenti alle categorie protette non subiranno alcun adeguamento per l’intero biennio 2027-2028. Per loro, i requisiti pensione rimarranno bloccati ai livelli precedenti.
Le categorie beneficiarie di tale esenzione includono:
- I lavoratori occupati in attività gravose (come definite dalle tabelle legislative allegate ai più recenti decreti previdenziali, inclusi gli edili, i conduttori di mezzi pesanti, i maestri d’infanzia, l’personale infermieristico turnista, ecc.).
- I turnisti notturni e gli addetti alla catena di montaggio.
- Tutte le categorie di lavoratori occupati in mansioni particolarmente usuranti individuate dal Decreto Legislativo 21 aprile 2011, n. 67.
Lavoratori precoci
Un capitolo di primaria rilevanza riguarda i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento del diciannovesimo anno di età.
Se impegnati in mansioni pesanti o gravose, tali soggetti mantengono la possibilità di accedere alla pensione con il requisito contributivo agevolato e ridotto a 41 anni di contributi (la cosiddetta Quota 41 per precoci), senza subire gli incrementi di 1 e 3 mesi stabiliti per la generalità dei lavoratori.
Attenzione al regime dell’APE sociale
La circolare dell’Istituto chiarisce un importante distinzione: l’esenzione dagli addebiti sulla speranza di vita non si applica ai lavoratori che, al momento del pensionamento definitivo, beneficiano dell’APE Sociale.
Chi si avvale dell’anticipo pensionistico sociale dovrà pertanto considerare il ricalcolo dei parametri anagrafici per la successiva trasformazione della prestazione in pensione di vecchiaia ordinaria al compimento dei nuovi limiti previsti nel 2027 e nel 2028.

Comparto sicurezza e difesa: disciplina specifica e incrementi aggiuntivi 2028-2030
Un focus mirato della Circolare INPS n. 28/2026 riguarda il personale appartenente al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico (Forze Armate, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco).
La natura peculiare del servizio svolto richiede una regolamentazione autonoma rispetto al regime generale, ma questo non significa un’esenzione dagli aumenti nel biennio 2027-2028: anche per le donne e gli uomini in divisa si applicherà l’adeguamento ordinario alla speranza di vita, con un incremento dei requisiti di 1 mese nel 2027 e di 3 mesi nel 2028.
A questa disciplina ordinaria si aggiunge poi una norma specifica: per il triennio che va dal 2028 al 2030, la legge prevede la possibilità di un incremento aggiuntivo dei requisiti di accesso alla pensione per questo settore. Tale aumento straordinario, tuttavia, non opererà in maniera automatica. Spetterà a uno specifico Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) stabilire nei dettagli:
- Le eventuali esclusioni totali dall’incremento per ruoli operativi, specialità a più alto rischio o mansioni ad elevata usura psicofisica.
- Le modalità di applicazione parziale degli aumenti, al fine di salvaguardare l’operatività dei corpi armati e di soccorso e garantire il necessario ricambio generazionale nelle strutture dello Stato.
Se indossi un’uniforme e desideri approfondire le regole e i requisiti pensionistici riservati alle Forze Armate e di Polizia, clicca qui per consultare la nostra guida dettagliata al Comparto Sicurezza e Difesa.
Impatto finanziario e strategie di pianificazione previdenziale
L’introduzione dei nuovi requisiti di pensionamento per il 2027 e 2028 impone una riflessione approfondita sulle scelte individuali di risparmio e previdenza complementare.
Lo slittamento dell’età di uscita dal lavoro comporta due conseguenze fondamentali per tutti i contribuenti:
- Allungamento della fase contributiva: lavorare da 1 a 3 mesi in più significa versare ulteriori contributi della gestione di appartenenza, incrementando lievemente il monte contributivo complessivo.
- Variazione dei coefficienti di trasformazione: con l’aumento dell’età anagrafica al momento della decorrenza della pensione, l’importo dell’assegno calcolato con il sistema contributivo beneficia di coefficienti di trasformazione leggermente più favorevoli, in quanto applicati su un’aspettativa di vita residua teoricamente più breve.
Nonostante l’effetto positivo sul calcolo dell’assegno finale, la dilazione dei tempi rende cruciale l’adesione precoce a forme di previdenza integrativa (Fondi Pensione Chiusi, Fondi Aperti o Piani Individuali Pensionistici – PIP).
Costruire un secondo pilastro pensionistico consente di mitigare il gap previdenziale tra l’ultimo stipendio e la pensione pubblica, offrendo inoltre strumenti di flessibilità come RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) per chi desidera ritirarsi dal lavoro in anticipo rispetto ai requisiti di legge.

Le finestre mobili e la decorrenza dei trattamenti
Oltre all’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi, occorre prestare massima attenzione al meccanismo delle finestre mobili. Come noto, la maturazione del requisito non coincide sempre con l’immediato incasso del primo assegno pensionistico.
Per la pensione anticipata ordinaria, ad esempio, resta confermata la presenza della finestra mobile differita (attualmente pari a 3 mesi per il settore privato e fino a 6/9 mesi o oltre per il pubblico impiego, a seconda delle normative settoriali). Pertanto, chi maturerà il requisito di 42 anni e 11 mesi (o 43 anni e 1 mese nel 2028) dovrà comunque attendere il decorrere del periodo di finestra prima di percepire effettivamente il trattamento economico dall’INPS.
FAQ
Se ho maturato i requisiti prima del 31 dicembre 2026 subisco gli aumenti?
No. In virtù del principio del “diritto acquisito” (cristallizzazione del diritto a pensione), chi raggiunge i requisiti pensione previsti entro la data del 31 dicembre 2026 conserva il diritto ad accedere al trattamento pensionistico con le vecchie regole, anche se decide di presentare domanda o uscire dal lavoro successivamente nel 2027 o nel 2028.
Come posso verificare la mia posizione contributiva aggiornata?
Il metodo più sicuro ed efficace è richiedere l’Estratto Conto Contributivo attraverso il portale ufficiale dell’INPS accedendo tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi al patronato o ad una consulenza pensionistica personalizzata, capace di calcolare con esattezza l’importo dell’assegno pensionistico e la prima data utile per la propria quiescenza.
Come orientarsi tra le nuove regole
I nuovi adeguamenti confermati dalla Circolare INPS n. 28/2026 ribadiscono la necessità di non lasciare nulla al caso quando si parla del proprio domani.
Le continue evoluzioni legislative e gli incrementi legati alla speranza di vita rendono fondamentale non solo il monitoraggio costante del proprio estratto conto contributivo, ma una vera e propria pianificazione strategica integrata.
In un panorama normativo in costante mutamento, ricorrere a una consulenza pensionistica esperta e su misura, come quella offerta da Mia Pensione, rappresenta la scelta più efficace per analizzare nel dettaglio la propria posizione contributiva. Un’analisi professionale consente infatti di simulare con esattezza la prima data utile di uscita dal lavoro, verificare il rispetto dei parametri anagrafici e valutare le soluzioni più adatte per tutelare l’importo del futuro assegno o anticipare la pensione. Pianifica con cura il tuo futuro previdenziale!

